In un documentario del 2017 “Singled [Out]le due registe catalane Ariadna Relea e Mariona Guiu raccontano le storie di cinque donne in quattro angoli di mondo: Melbourne, Barcellona, Shangai e Istanbul. La trama si sbriglia nel tema spinoso della singletudine odierna come scelta voluta o subita, non esente dallo stigma sociale, che sia lo “shengu” cinese o la pressione della società turca.

C’è chi decide di usare le proprie disgrazie da app di incontri per stand up comedy, chi sceglie la fecondazione in vitro per avere un figlio, comunque. Alle biografie delle donne si aggrega un codazzo di esperti: Albert Esteve, del Centro di Studi Demografici di Barcellona, sintetizza sostenendo che gli uomini cercano donne che non esistono più e le donne uomini ancora inesistenti.

Per la sociologa israeliana Eva Illouz, autrice del saggio “Perché l’amore fa soffrire” il prezzo della libertà di scelta per la donna post-moderna, a differenza della donna moderna che non poteva scegliere, è l’insicurezza cronica. Non solo. L’amore è letto in un’ ottica marxista, percepito come un bene all’interno di rapporti di forza politici ed economici. Non è colpa tua o mia, dunque.

A Berlino la musica cambia poco ed è esasperata dai connotati specifici della città: il narcisismo ludico dei nuovi yuppies nella tradizionale non- identità sperimentale del luogo. Michael Nast, classe 1975, è un blogger famoso, un divo dalle rubriche molto seguite.

Nel 2016 il suo libro “Generation Beziehungsunfähig“ (Generazione “incapacità di relazioni”) fu un bestseller. Nei suoi testi guarda al suo tempo, a Berlino, ai rapporti tra i sessi e al contesto sociale dove questi interagiscono; Nast passeggia con i genitori dopo un pranzo domenicale e si interroga sui presunti obiettivi raggiunti dalla sua e dalla precedente generazione.

La stabilità materiale ha reso i divorzi e la routine fantozziana forse più digeribile? Noi siamo diventati “il nostro lavoro” proprio nel momento in cui molte identità professionali si dissolvono? Berlino non è una città per monogami e il “nudismo” è una divisa (anche abbastanza noiosa). Eppure, qui come altrove proliferano workshops, guru e saggi sull’incontro con la persona giusta.

Una consulente matrimoniale si dedica alla causa dei single offrendo come servizio “giochiamo al primo appuntamento e ti dirò come e cosa migliorare. Un’ora, un’ora e mezza tra le 60 e 90 Euro. Ci si può levare le mutande ma difficilmente la cultura in cui si è immersi e si è stati allevati.

Pubblicato su Alias- Il Manifesto per la rubrica Moscow Mule

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