Distopici e romantici. Il mondo di Ana Lily Amirpour

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Una ragazza cammina verso casa di notte da sola in una indefinita città iraniana tra centrali termiche e pompe di benzina. Un soffuso bianco e nero avvolge Bad City e le vite di Arash, del padre eroinomane, di gatti scambiati per reincarnazioni, di magnaccia e di fanciulle vampiro in chador spaventose e docili quanto un cartone animato.

Benvenuti nell’immaginario di Ana Lily Amirpour, classe 1980, britannica naturalizzata statunitense con origini iraniane. “A Girl Walks Home Alone at Night” (2014) è definito dalla stessa autrice un “Iranian Spaghetti Western” e noi le crediamo perché di vampiri e di atmosfere mediorientali (seppur girato a Taft, California) ce ne sono,  grottescamente rivisitate come il genere del maestro Leone.

I personaggi sono languidi quanto quelli di Jarmusch, le trame spesso deliranti come quelle di Tarantino, semplici e incastrate, un po’ frutto della mente lisergica (la regista non nasconde di fare uso di allucinogeni) di un ragazzino solitario e lunare. Il cinema della Amirpour sa essere sensuale e ironico, accattivante alla stregua di una canzone pop.

Ritroviamo gli scenari desertici, brulli, ma sudaticci e assolati in The Bad Batch” (2016) girato a Slab City, un accampamento californiano di gente in fuga dalla civiltà. La giovane Arlen, in un futuro prossimo ma non troppo lontano, è processata e spedita in un’area al confine con il Texas dove i reietti della società (bad batch, appunto) vivono da illegali. Le metafore sociopolitiche sono fin troppo chiare ma stanno relativamente poco a cuore alla regista.

Arlen inizia un viaggio di (ri)formazione, rapita da crudeli cannibali e “accolta” dalla comunità con l’eloquente nome di Comfort Town guidata dal leader Sogno (giustamente interpretato da Keanu Reeves). L’amore è possibile solo alla fine di un percorso che costa ai protagonisti dei film della Amirpour talvolta anche l’amputazione di un arto.

L’amore è l’ultima prova dell’eroe, per Arlen che lo rintraccia in Miami Man (Jason Momoa, un altro sogno), immigrato cubano clandestino già leader della comunità dei cannibali, e per la ragazza vampiro in chador che torna a casa di notte da sola. Se i sentimenti sono la prova o la ricompensa in ogni caso si deve passare sotto le lame infuocate della violenza nonsense. 

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