Una conoscente tiene famiglia, ha quasi cinquant’anni e non si arrende all’idea di invecchiare davanti a due individui che le diranno “stai zitta per i prossimi venticinque. Mi sembra giusto. Sul suo profilo Instagram lascia quarti di tette, le sue, in un gioco maldestro di vedo non vedo. Il resto sono primi piani con un doppio filtro tra lei e la vita. Come è prevedibile molti sconosciuti di passaggio commentano la sua carne mammaria e la mia conoscente fa scorte di dopamina per l’inverno, grigio, nordico, del villaggio in cui risiede, suo malgrado. L’innocenza fa le veci della sua libertà (almeno per come viene rivendicata): la libertà di mostrare i suoi quarti mammari. Abbiamo davvero scardinato le pretese e le ambizioni davanti al trasformismo della galera, cazzo!

Eppure, mi dico, forse sono invidiosa perché le sue mammelle le portano centinaia di seguaci nonostante la poca varietà degli scatti, mentre io sto qua a studiare l’afflusso da Instagram al mio blog. Forse sono invidiosa, mi dico, perché non ho la stessa sfrontatezza nel mostrare anch’io i miei quarti di tetta, quindi nessuno mi dirà che bona oppure ti farei questo o quello, se non in contesti privati ed occasionali. Mimando una bigotta di provincia la provoco chiedendole delucidazioni sulla sua carriera nel porno. Ripeto: “porno”, non “zoccola” o derivati. Sappiamo tutti, nonni e bisnonni compresi, che il porno abbia da tempo perso la sua carica sovversiva: è un genere totalmente disinnescato dalle perversioni più indicibili e declina le sue produzioni a ogni inclinazione. Insomma, stamo a parlà di un film per famiglie, dai.

Mai gesto fu più ardito. La mia conoscente si offende, rivendica la sua libertà (ma non quella degli altri di proporle una redditizia carriera nel porno) e io resto smarrita, davanti al suo quarto di tetta che neanche mi eccita perché ho altri interessi. Il dibattito si arena, resta lì, sulla mammella congelata dallo smartphone, e solo su esplicita richiesta mi viene annunciato l’ entità dell’offesa che mi preclude la visione dei suoi prossimi quarti di tetta perché mi ha bloccato. Che noia, meglio un sito porno, allora.

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