Trenta film. Lasciate che i cinefili vengano a me

  • CALVARY (John Michael McDonagh, 2014) Padre James Lavelle viene minacciato di morte da un penitente in confessionale per vendicarsi degli stupri subiti da un altro prete. Costa irlandese e Brendan Gleeson come protagonista.
  • IL VANGELO SECONDO MATTEO (Pier Paolo Pasolini, 1964) La vita di Gesù come è scritta nel Vangelo secondo Matteo. Oggi considerato un capolavoro all’epoca accusato di vilipendio alla religione. Un sindacalista spagnolo interpreta Gesù.
  • UOMINI DI DIO (Xavier Beauvois, 2010) Otto monaci francesi cistercensi in un villaggio dell’Algeria. Il senso di comunità tra le confessioni, la fede e l’estremismo religioso. Ispirato alla storia vera di alcuni monaci di Tibhirine.
  • L’ULTIMA TENTAZIONE DI CRISTO (Martin Scorsese, 1988) Il conflitto della natura umana e divina nel Gesù interpretato da William Defoe. Scorsese disse di essere stato molto ispirato dalla versione di Pasolini. Tratto dal romanzo di Nikos Kazantzakis, un Gesù “imperfetto” che non piacque a molti.
  • DIARIO DI UN CURATO DI CAMPAGNA (Robert Bresson, 1951) Un giovane curato della campagna francese, fresco di seminario, semplice, solitario e per questo non compreso dai paesani. La grazia e l’essenzialità di Bresson sulle sofferenze umane e spirituali.
  • KREUZWEG. Le stazioni della fede (Dietrich Brügemann, 2014) La quattordicenne Maria vive con la sua famiglia in una comunità cattolica fondamentalista. Per diventare una santa ed andare in paradiso passa attraverso le 14 stazioni di Gesù verso il Golgota.
  • IL DUBBIO (John Patrick Shanley, 2008) Bronx 1964. Padre Flynn, moderno e gioviale, è un insegnante di una scuola cattolica diretta da Sorella Aloysius, molto severa e rigida. Il rapporto tra i due si esacerba quando la scuola ammette un ragazzo di colore. Meryl Streep, Philip Seymour Hoffman: Dio esiste.
  • LUCI D’INVERNO (Ingmar Bergman, 1963) La “spensieratezza” di Bergman e un’altra riflessione sul rapporto tra i turbamenti umani e la fede. Secondo lavoro della trilogia “Sul silenzio di Dio”. Rigoroso fino all’estremo ma il più simpatico è l’organista.
  • IL CLUB (Pablo Larraín, 2015) Sulla costa cilena una suora e quattro preti sconsacrati vivono quasi reclusi per espiare delle colpe commesse in passato. Difficile separare la luce dalle tenebre anche nella fotografia di Sergio Armstrong.
  • L’ESORCISTA (William Friedkin, 1973) Genesi di ogni esorcismo. Ad una attrice atea viene suggerito di rivolgersi a Padre Lankester Merrin, esperto esorcista, per risolvere le turbe psichiche della figlia dodicenne. Linda Blair posseduta dal demone Pazuzu è un incubo indelebile.
  • MAGDALENE (Peter Mullan, 2002) Tre ragazze nell’Irlanda degli anni Sessanta mandate in convento per presunti peccati. Un film denuncia sulla realtà delle Case Magdalene dove molte donne orfane o rinnegate dalle famiglie finivano per essere maltrattate lavandaie non retribuite. Uno degli intro più belli degli ultimi anni.
  • FRANCESCO, GIULLARE DI DIO (Roberto Rossellini, 1950) Film tratto da episodi dei “Fioretti di San Francesco” e dalla “Vita di Fra’ Ginepro”. La verosimiglianza storica è posta in secondo piano per dar luce alla genuinità del messaggio. Aldo Fabrizi nel pittoresco ruolo di un tiranno.
  • SU RE (Giovanni Columbu, 2013) La Passione di Cristo in Sardegna. Espressionismo viscerale degli attori non professionisti che si esprimono in dialetto. Sulla scia di Bresson e Pasolini, la spiritualità dissonante anche della natura.
  • ORDET- LA PAROLA (Carl Theodor Dreyer, 1955) Il rigore intenso di Dreyer mentre affronta le vicende del patriarca della benestante famiglia Borgen alle prese con le crisi mistiche proprie e dei figli.
  • LA PASSIONE DI GIOVANNA D’ARCO (Carl Theodor Dreyer, 1928) Storia nota della contadina analfabeta condannata al rogo a Rouen nel 1431. Primi piani nella storia del cinema, un film muto assolutamente moderno.
  • FIRST REFORMED (Paul Schrader, 2018) Il reverendo Toller si è ritirato in una chiesa riformata dopo che il figlio arruolatosi su spinta del padre è morto in Iraq. Una coppia di militanti ambientalisti in crisi gli chiede aiuto. Noi e i sensi di colpa.
  • DEVI – The Goddess (Satyajit Ray, 1960) La giovane Dayamoyee è creduta dal suocero dopo un sogno la reincarnazione della dea Kali. I confini tra il divino e l’umano e la tradizione indiana espressi con il tocco di Ray.
  • PARADISE: FAITH (Ulrich Seidl, 2012) Una austriaca di mezza età molto devota si reca di porta in porta con una statua della Vergine Maria cercando di redimere tutti. Un giorno dopo anni torna a casa suo marito, musulmano e sulla sedia a rotelle. Seidl caustico e gelido.
  • PRIMAVERA, ESTATE, AUTUNNO, INVERNO…E ANCORA PRIMAVERA (Kim Ki-duk, 2003) Un eremo buddista in mezzo a un lago e la vita di un monaco attraverso le stagioni. La cadenza ciclica del tempo per il maestro coreano di cui non mi stancherò mai di lodare la pulizia estetica.
  • EYES WIDE OPEN (Haim Tabakman, 2009) Aaron e la moglie Rivka fanno parte della comunità ultraortodossa di Gerusalemme. Lui si innamora di un giovane studente e ripudia la famiglia ma seguire il cuore ha un prezzo altissimo.
  • L’ORA DI RELIGIONE (Marco Bellocchio, 2002) Ernesto Picciafuoco (Sergio Castellitto), un pittore agnostico, viene a sapere che la madre sarà beatificata. Il figlio Ernesto per non essere discriminato a scuola decide di frequentare l’ora di religione. Un percorso interiore con tanti rimandi onirici.
  • VIAGGIO ALLA MECCA (Ismaël Ferroukhi, 2004) Padre e figlio dalla Francia a La Mecca in auto. Un viaggio tra due generazioni e due approcci diversi alla vita e alla religione. Un on the road molto delicato e semplice.
  • OLTRE LE COLLINE (Cristian Mungiu, 2012) Ispirato alla vicenda realmente accaduta nel 2005 in un convento della Moldavia in cui una giovane suora fu crocifissa perché ritenuta posseduta dal demonio. Privo di sensazionalismi ma asciutto nel descrivere cecità dogmatiche e responsabilità.
  • BRIAN DI NAZARETH- Monty Python’s Life of Brian (Terry Jones, 1979) Sono lontani i tempi in cui un film come questo è considerato blasfemo. I Monty Python brillanti e geniali come sempre, se non di più. Brian nasce nello stesso momento di Gesù e suo malgrado diventa un idolo.
  • KADOSH (Amos Gitai, 1999) Nell’enclave ultraortodossa di Mea Shearim a Gerusalemme le vite coniugali di due sorelle sono scandite da rigidi precetti religiosi e comunitari. Entrambe seguiranno destini diversi. Un film intimo e spiritualmente “sensuale”.
  • THE DEVILS (Ken Russell, 1971) Provocazione grottesca ma intelligente su un episodio reale avvenuto durante la Controriforma. Tratto da un lavoro teatrale di Whiting ed ispirato ad un romanzo di Huxley. Più blasfemo di Russell credo ci sia solo mio padre quando non trova le ciabatte.
  • LA BICICLETTA VERDE (Haifaa Al-Mansour, 2012) Nell’ Arabia Saudita classista e maschilista la giovane Wadjda desidera assolutamente una bicicletta e farà di tutto per averla, anche iscriversi senza motivazione religiosa ad una gara scolastica di conoscenza del Corano.
  • TOTÒ CHE VISSE DUE VOLTE (Ciprì e Maresco, 1998) La religione è il grimaldello per rappresentare la decadenza umana sullo sfondo di una Palermo lividissima. L’ultimo film ad essere censurato in Italia poi “rilasciato” con un VM 18 anni. Ciprì e Maresco ragazzacci del cinema italiano.
  • REQUIEM (Hans-Christian Schmid, 2006) Germania Ovest, anni Settanta. Michaela, una ragazza che soffre di epilessia, lascia la sua religiosa famiglia per andare all’università di Tubinga. Film ispirato alla storia vera di Annaliese Michel morta in seguito a un esorcismo. Deep Purple in colonna sonora.
  • WATER (Deepa Mehta, 2005) Una bambina di otto anni già vedova è relegata assieme ad altre donne in un ashram di Varanasi nell’India del 1938. La vita emarginata a cui costringe la tradizione hindu più conservatrice e i cambiamenti del Gandhismo prossimo a venire.

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